Siena

Monte Oliveto Maggiore: l'abbazia nata in un sogno

Abbazia di Monte Oliveto Maggiore

Il sogno di Giovanni Tolomei

L’Abbazia  di Monte Olivet Maggiore si presenta come una vera e propria oasi nel paesaggio selvaggio e solitario delle crete senesi. Fu proprio l’isolamento del luogo ad attirare il non più giovane nobile Giovanni dei Tolomei, alla ricerca di una vita più austera e ascetica, nel 1312.

Giovanni  non era intenzionato minimamente a fondare un nuovo Ordine monastico, almeno inizialmente. Fu però a seguito di una visione che la scelta di vita eremitica si trasformò in quella monastica.  Il sogno riguardava una lunga scala d’argento che s’innalzava verso il cielo mentre monaci vestiti di bianco la salivano aiutati da angeli. Il 1 Aprile 1319 nacque così l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, con la posa della prima pietra della Chiesa.

Oggi il complesso è uno stupendo esempio di “bellezza artistica e di serenità spirituale”. Qui la vita dei monaci continua scandita da orari rigorosi, ma è sempre possibile visitare lo stupendo Chiostro centrale. Sulle sue pareti  il più bel ciclo italiano delle storie di San Benedetto affrescato da Luca Signorelli e il Sodoma tra il 1497 e il 1505. Due differenti artisti, anche dal lato caratteriale per un unico grande risultato.

San Benedetto smaschera i monaci che avevano mangiato fuori. Senz'altro l'affresco più riuscito, completamente autografo, di Luca Signorelli
Luca Signorelli: la grazia e la dinamicità dei suoi corpi perfettamente evidenti in questo episodio della vita di San Benedetto. Un bellissimo brano di bravura, la donna sull'estrema destra che versa il vino nel bicchiere.
Storie di San Benedetto: come il demonio rompe la campanella. Il Sodoma.
Sodoma viene chiamato a completare il ciclo nel 1505. Si rileverà molto attento alle descrizioni naturalistiche dei paesaggi in cui le scene sono inserite. In questo caso particolare le pieghe del mantello di San Benedetto riflettono la conformazione delle rocce retrostanti. Il serpente che striscia può simboleggiare le ultime tentazioni dell'uomo che abbraccia la fede. Immancabile la presenza del tasso, uno degli animali preferiti dal pittore.

L’interno della chiesa conserva invece il magnifico coro intagliato e intarsiato da fra’ Giovanni da Verona e il badalone ligneo (leggio) con il curioso gatto tigrato.  Se possibile, consigliata la visita alla biblioteca cinquecentesca, anche se l’intero patrimonio librario è stato disperso tra le biblioteche pubbliche e private di tutto il mondo.

Veduta Abbazia di Monte Oliveto.
Così come si presenta adesso, l'abbazia di Monte Oliveto è frutto dei numerosi rifacimenti avvenuti nel corso dei secoli. La prima pietra fu posa in opera nel 1319. A fine Trecento venne cominciata la costruzione del torrione presente all'entrata, per la difesa contro le scorrerie saracene, mentre alla prima metà del XV secolo risale la Chiesa e il refettorio.

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