Siena

Abbadia San Salvatore: visita guidata

Abbadia San Salvatore

Visita guidata al paese delle fiaccole e dei minatori

Una visita guidata ad Abbadia San Salvatore ti permetterà di capire il legame tra la Montagna, l’Amiata, una madre a volte ruvida, ed i suoi figli: i suoi abitanti.

Circondata da boschi incontaminati, ideali per fuggire la calura estiva o per immergersi nei colori del “foliage” autunnale,  Abbadia è  un paese moderno. Più dinamico rispetto agli altri paesini amiatini, esso ti accoglie porgendoti la sua faccia più recente,  sebbene il suo cuore sia rimasto incontaminato.

Varcando gli antichi archi in pietra che segnano l’ingresso al “paese vecchio”, infatti, ci troveremo di fronte ad uno pochi centri storici “autentici”, caratterizzati ancora dei gesti semplici dei suoi abitanti.

Ma prima di addentrarci tra le case più antiche, dove viveva in passato, l’unico notaio del paese, non possiamo mancare la visita all’Abbazia.

E’ infatti quest’ultima ad essere costruita, prima del borgo, nel VIII secolo sul luogo dove il SS. Salvatore apparve al re longobardo Ratchis. All’interno della Badia, l’episodio leggendario è descritto con vivacità dal pittore amiatino Francesco Nasini negli affreschi che ornano le pareti della cappella del Crocifisso. Senza dubbio, però, ciò che attrae maggiormente i visitatori, è la cosiddetta cripta longobarda, con la sua “selva di colonne” e capitelli, questi ultimi ognuno di foggia diversa dall’altro.

Percorreremo quindi le stradine del “paese vecchio”, rievocando vecchi mestieri, la vita che scorre ad altri ritmi, di ieri e di oggi dei “badenghi”.

 

 

 

Abbazia San Salvatore fondata, secondo la tradizione, dal re longobardo Ratchis
L'Abbazia, di origine antichissime, è già documentata nel 762 ed ebbe il suo periodo di massimo splendore tra il X e il XII secolo. Al suo interno, la splendida cripta con 24 capitelli originali, ricchi di decorazioni simboliche.
Parco Museo Minerario di Abbadia San Salvatore: dettaglio antichi binari
La vecchia miniera di cinabro di Abbadia, responsabile della crescita del paese nei primi anni del secolo scorso, è stata trasformata in un Parco Museo. Qui potrai rivivere le paure, la fatica dei vecchi minatori che trascorrevano giornate intere sotto il suolo, rischiando la propria vita. Ed infine potrai conoscere come sono cambiate le tecniche estrattive nel corso degli anni, con un coinvolgente giro in "treno".

Ma  Abbadia non sarebbe cresciuta così tanto, demograficamente e urbanisticamente,  senza il  cinabro dell’Amiata.

Una sicura conoscenza del solfuro da cui veniva ricavato il mercurio l’avevano già gli etruschi e i romani. Ma molto probabilmente a quel tempo il cinabro era utilizzato come colorante. Dovremo aspettare la fine del XIX secolo per lo sviluppo di una attività estrattiva che si protrarrà sino al 1970.

Oggi, alcuni locali della miniera estrattiva, la terza per importanza a livello mondiale, sono stati trasformati in un coinvolgente Parco Museo Minerario.

Attraverso il percorso interattivo potremo conoscere la dura vita dei minatori che hanno lasciato la gioventù, la salute, a volte persino la vita lungo le gallerie sotterranee. Apriamo insieme i loro armadietti e saliamo sul trenino per ripercorrere la storia dell’attività estrattiva del cinabro dell’Amiata.

Le fiaccole di Abbadia San Salvatore: prototipo fuori l'Abbazia
Una piccola catasta di legna, per dare un'idea di come vengono allestite quelle reali, le cui dimensioni raggiungono anche i 7 metri! Disseminate in tutte gli angoli e le piazze del paese, le fiaccole, contribuiscono a creare un'atmosfera incantata proprio nella notte più magica: la vigilia di Natale.

POSSIBILI ESTENSIONI

Possibile trekking fin sulla vetta dell’Amiata o più facile percorso ad anello in zona.

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