La fontana del Porcellino

La fontana del Porcellino

La fontana del Porcellino

Un rito popolare

A Firenze esiste un luogo molto frequentato dai “viaggiatori” in sosta a Firenze, dal passato degno di nota. Lo si raggiunge da Piazza della Signoria, imboccando una stretta stradina, Via di Calimaruzza, o Calimala Vecchia, per distinguerla dalla più ampia Via di Calimala.

Sebbene oggi sembri solo una strada di passaggio, Calimaruzza era invece una via molto viva nell’antichità, dato che vi ebbe sede, sin dal Trecento,  l’Arte di Calimala (arte dei Mercanti).

Ancora oggi, se alzate lo sguardo, subito appena aver imboccato la strada, potete scorgere sulla destra lo stemma in pietra della più antica delle Arti fiorentine: un’aquila che artiglia un torsello. Ma noi puntiamo dritti, attratti dal brulichio delle persone, sbucando proprio davanti alla loggia del Mercato Nuovo. Non lontano da qui aveva sede anche l’Arte della seta ed è proprio per questo che Cosimo I de’ Medici, nel 1547, volle costruirvi una loggia (su progetto di Giovan Battista Tasso) destinata alle contrattazioni più importanti, alle merci più ricche.

Purtroppo oggi l’orientamento del mercato è turistico, e sete e oggetti preziosi hanno lasciato spazio a souvenirs o articoli in pelle. Ma tra una bancarella e l’altra, la nostra attenzione è subito attratta da uno strano “animale” in bronzo.

E’ un cinghiale o meglio il  cinghiale del Tacca (scultore carrarese che ne è l’autore)  chiamato da Giorgio Vasari “il porco cignale” e detto poi dai fiorentini, più elegantemente, “il Porcellino”. 🙂

Non abbiate paura, avvicinatevi…e “accarezzategli il suo bel grugno”. E’ uno di quei riti popolari che sopravvivono nei secoli e al quale non potete non sottrarvi, “potendo essere di buon auspicio”.

Inizialmente fu un barrocciaio ad accarezzare tutti i giorni il muso dell’animale, gettando una monetina per augurarsi delle buone vendite. Successivamente, quel suo gesto “propiziatorio” venne imitato dagli altri fiorentini ed oggi dai turisti.

Attenti, però! La monetina che va lasciata cadere dalla bocca deve passare la grata dove scorre l’acqua, altrimenti la fortuna non sarà con voi!! 🙂

 

 

 

 

 

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